vino naturale

La proposta dei vini in Italia è molto ampia ed interessante, ma la qualità non è sempre la stessa. Questa può variare enormemente da cantina a cantina. C’è chi azzera o riduce al minimo l’utilizzo della chimica nel vigneto ed in cantina. Chi, invece, abbonda coi trattamenti e coi coadiuvanti enologici pur di ridurre al minimo rischi e spese. Il problema, per i non addetti ai lavori, è capire come fare a distinguere un vino naturale da uno costruito. Vediamolo insieme.

Non fidatevi mai di un prezzo troppo basso

Ovviamente una scelta più orientata verso il naturale comporta l’esporsi a rischi maggiori, sia in vigna che in cantina. Inoltre senza la chimica di sintesi la resa del vigneto è minore e il lavoro richiesto maggiore; basti pensare che tutti i grappoli devono essere raccolti a mano per eliminare i difetti che potrebbero compromettere il vino. È quindi normale che il costo della bottiglia sia più alto.  Certo, venditori senza scrupoli potrebbero spacciare come di alta qualità vini che non lo sono, ma se una bottiglia costa troppo poco sicuramente vi è dietro un massiccio uso di chimica.

Due annate differenti non avranno lo stesso gusto

La natura non è uguale anno dopo anno. La temperatura, il sole, le piogge, i venti influiscono sul vigneto e quindi sul gusto del nostro vino. Senza interventi “esterni” un vino non può avere un gusto identico in due annate differenti. Se il vostro vino preferito è una sicurezza, ha sempre lo stesso gusto, fatevi delle domande!

Aromi più veri, meno tropicali

Sempre parlando di gusto andiamo più nel dettaglio. Quando ci si approccia ad un vino costruito sentiamo subito profumi molto spiccati, intensi, che però in bocca spariscono velocemente. Per esempio nei bianchi si possono trovare aromi riconducibili alla frutta tropicale, alla banana e all’ananas. Un vino naturale si comporta proprio all’opposto, lo distingui dai profumi meno intensi, più lineari, più legati al territorio. Questi sentori, una volta assaggiato il vino, rimangono in bocca, si attaccano al palato per poi lasciare spazio a tutto l’aspetto salino e minerale dovuto proprio all’assorbimento da parte dell’apparato radicale di tutti i sali minerali presenti in quel terreno.

Il colore carico

Anche il colore può aiutarci a distinguere un vino naturale da uno costruito, soprattutto nei bianchi. Un vino naturale avrà un colore carico e vivace. Un giallo scarico o un bianco sono tipici dei vini costruiti. Pensate che negli anni ’70, quando l’industria enologica era davvero invasiva, c’erano addirittura vini bianco carta dovuti all’utilizzo di chiarificanti che toglievano tutte le sostanze coloranti al mosto.

Diffidate da un vigneto bello e ordinato

Se acquistate direttamente in cantina, date un occhiata alla vigna per distinguere se si fa vino naturale o no. Soprattutto in primavera potreste notare tantissimi fiori ed erbe spuntare tra i filari. Quando non si può fare affidamento sulla chimica, ci si affida alla biodiversità per difendere le piante dalle malattie, per apportare elementi nutritivi, ossigeno, microrganismi ed insetti utili nel campo. Filari in ordine e puliti non sono indice di naturalità, lo sono quelli pieni di “erbacce”!

Nessun mal di testa del giorno dopo!

C’è un ultimo indizio che vi aiuta a distinguere un vino naturale da uno costruito, ma vi sconsiglio di fare la prova di proposito. Ci sono delle volte in cui capita di bere un bicchiere di troppo e di andare a dormire un po’ brilli. Ecco, se il giorno dopo vi svegliate col mal di testa, non avete festeggiato con vino naturale! Un vino naturale è un alimento e come tale è riconosciuto dal vostro organismo che lo assorbirà donandovi, sì, il senso di ebbrezza, ma nessun postumo post sbronza!